New York - 02/Jan/2023 «»


Stanchi di colazioni ricche, siamo tornati da Fresh & Co, così da mangiarci yogurt e frutta.
Nei giorni scorsi abbiamo effettuato le prenotazioni della giornata odierna, alle 10 la visita al museo dell’Intrepid e dopo pranzo la visita all’osservatorio Edge.
L’Intrepid, che si trova al Pier 56, è una porta aerei della Seconda guerra mondiale, divenuto patrimonio nazionale nel 1986. Si possono vedere diversi aerei da combattimento americani, ma anche MIG stranieri e un Aermacchi italiano, oltre a comprendere, per quanto possibile, come si vivesse all’interno di una porta aerei, con un equipaggio di 2.900 uomini e capirne i movimenti negli spazi molto ristretti. Ci sono anche un sottomarino, uno Space Shuttle e il Concorde.
Abbiamo proseguito verso Hudson Yards, un polo residenziale e commerciale inaugurato nel 2019, dove si trova la particolare struttura a nido d’ape del Vessel di 16 piani. Per un periodo è stato possibile salirvi, ma, a seguito di diversi suicidi, è stato chiuso definitivamente nell’estate del 2021.
Inoltre, al 4° piano dell’edificio 30 Hudson Yards (ovvero al civico n. 30), un grande centro commerciale, si trova l’accesso all’osservatorio Edge.
Purtroppo, durante la prenotazione dei biglietti di Edge, fatta troppo di fretta mentre eravamo in coda prima dell’inizio del concerto gospel, abbiamo acquistato 2 biglietti di troppo. Avevamo mandato subito una mail per capire come fare, dato che era indicato che non erano rimborsabili, ma non abbiamo ricevuto risposta. Abbiamo quindi fatto un primo tentativo di rivenderli davanti alle macchinette, come i bagarini, mentre altri stavano acquistando i biglietti, ma in un caso non avrebbero voluto aspettare mezz’ora per entrare all’osservatorio, mentre nell’altro ne avevamo bisogno di 4 e non di 2, come da noi proposti. Alla fine però abbiamo chiesto al customer service e senza problemi ce li hanno messi a rimborso sulla carta di credito con cui abbiamo pagato.
All’ora prevista siamo saliti sull’ascensore che ci ha condotto al 100° piano, all’osservatorio a forma di becco di uccello con lo sbalzo nel vuoto a 400 metri di altezza e fantastico panorama sulla città. Purtroppo il cielo era nuvoloso, ma vediamo il bicchiere mezzo pieno….non c’era nebbia come poi è stato nei giorni successivi.
Marco, a parte i primi minuti in cui ha avuto un po' la sensazione di movimento sotto i piedi, è riuscito ad affacciarsi con me per qualche selfie, anche salendo sulla porzione di vetro trasparente, che consente di guardare sotto di sé.
La foto tipica, scattata nell’angolo, richiedeva di dover fare una coda, contro i miei principi, quindi l’ho saltata, ma è stato molto scenografico ugualmente e con un leggero tramonto sul fiume.
Prima di proseguire, ci siamo fermati all’interno del centro commerciale sottostante, per andare da Pandora ad acquistare un ciondolo tipico della città, con delle piccole miniature di una mela, un taxi e la statua della libertà.
Abbiamo visto dalla mappa che è ancora aperto il negozio di fotografia B&H gestito da ebrei e quindi come farcelo scappare? E’ ancora più grande dell’ultima volta in cui siamo stati, aperto a tutte le forme di tecnologia e non solo all’ambito fotografico; ci sono anche pc, stampanti e televisori. Siamo partiti con domande sul flash delle mia macchina fotografica che non si apre più e ci siamo fatti consigliare un paio di modelli nuovi, poi abbiamo chiesto un proteggi mirino che per l’ennesima volta abbiamo perso ed alla fine siamo usciti con un corpo macchina nuovo!! Valore aggiunto immediato? La connessione wireless con il cellulare per importare immediatamente le foto scattate, fantastico. Il resto lo studieremo con il tempo.
Ultima sosta prima dell’appuntamento per il tour notturno a Brooklyn è stata in Bryant Park, dove c’erano le bancarelle di natale, Winter Village, con 125 casette di legno, ed una pista di pattinaggio sul ghiaccio.
Il pullman di Volatour era pieno. Siamo riusciti a partire puntuali per Brooklyn, andando prima alla Brooklyn Heights Promenade, una terrazza panoramica lunga all’incirca 500 metri che si affaccia sul Hudson River e regala una delle più incredibili viste della Lower Manhattan, poi al Brooklyn Bridge Park e quindi a Dumbo, dove eravamo già stati anche con l’altro tour. Purtroppo ha iniziato a piovigginare.
Abbiamo proseguito per scattare la foto che tanto speravo di fare, ovvero il ponte di Manhattan che fa da cornice all’Empire State Building in lontananza, tra i vecchi docks di colore rosso, ripresa anche sulla locandina di C’era una volta in America.
Ed infine abbiamo percorso i quasi 2 km del ponte di Brooklyn, sotto l’acqua, ma è stato bellissimo uguale, un panorama incredibile, del ponte stesso e dello skyline della città.
Nel tornare all’hotel avevamo pensato di fermarci da Ellen’s Stardust, ma, pur essendo tardi, la fila era ancora lunga e non prendono le prenotazioni e quindi siamo andati dall’altra parte della strada da Mc Donald.

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