Curon Venosta - Malles Venosta - 12/Aug/2020 «»


Dopo l’acquazzone di ieri sera, questa mattina il cielo era limpido ed azzurro.
Siamo andati come prima tappa al Lago di Resia, sia perché è il punto più lontano tra le mete previste per la giornata, sia perché attendo da un anno di vedere questo rinomato lago perché ha la particolarità di avere un campanile che spunta dall’acqua.
Dato che siamo in Val Venosta, famosa per le sue mele, vediamo, appena usciti da Merano, filari infiniti di mele, gialle e rosse, bellissime e mi riprometto di fermarmi a fotografarle al ritorno.
Alle 10.30 del mattino c’erano tantissimi, alti, irrigatori che bagnavano i filari, tanto da creare un ventaglio di acqua sull’intera vallata.
Arrivati a Curon Venosta abbiamo faticato un po' a trovare parcheggio, ma il campanile nel lago è ben visibile.
Una volta arrivati vicino ci sono tantissimi scorci per inquadrarlo: con i fiori, con il pontile, con gli alberi, con le canoe attorno, dal cimitero sovrastante, insomma, ricco di fascino.
Proseguiamo poi fisso al passo Resia, ma è una vallata molto morbida e aperta e non dà l’idea di un vero e proprio passo.
Avevo visto che a Malles Venosta c’era un ristorante Forst, quindi per pranzo ho fatto conto di andarci….peccato fosse il giorno di riposo ed abbiamo dovuto dirottare su un altro ristorante, abbastanza insignificante.
Abbiamo fatto due passi a piedi e siamo andati quindi a vedere la chiesa di S Benedetto, attrazione locale, ma poco interessante, a mio parere, se non per degli affreschi risalenti al IX secolo.
Sono riuscita a scattare tuttavia delle belle fotografie, perché è passato davanti un piccolo trattore che trasportava una balla di fieno, potendo così riprendere questo soggetto a me caro con la chiesa di sfondo.
Quindi ci siamo fermati a Glorenza, un piccolo borgo carino, si dice il più piccolo dell’Alto Adige, all’interno delle mura del 1580, che prevedono un cammino di ronda con 350 feritoie, sette torri e 3 porte.
Rientrando ho fatto le foto che dovevo alle mele, gialle e rosse, lungo filari paralleli che ricoprono vallate intere.
Lungo tutto il tragitto c’è una bellissima ciclabile, che prosegue anche oltre il passo Resia.

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