Rajasthan

Dettagli generali del viaggio

Data partenza: 28/Dec/2011
Data rientro: 05/Jan/2012
Mezzo: Aereo, auto
Soste: 6
Fotografie: 961
Valuta: Rupia Indiana
Costi totali: €3.463,92


Le foto più rappresentative



Tappe


Milano - New Delhi - Agra - 29/Dec/2011

Questa lunga giornata è iniziata in realtà ieri mattina alle 8.00 quando siamo partiti per Malpensa.
Alle 11 siamo decollati alla volta di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi, con la Etihad, la compagnia già sperimentata quando siamo andati lo scorso anno in Australia.
Il volo l?avevo prenotato a settembre via internet, dato che Nuova Delhi risultava essere la meta più economica tra quelle da me desiderate (Sudafrica, America, Brasile), a 600 ? circa.
Successivamente ho proposto il viaggio anche ai miei genitori e ai miei suoceri, dato che erano tutti molto attratti dall?india. Hanno accettato i primi.
A questo punto ho cercato dei nominativi di agenzie indiane, così da evitare il tramite dei nostri tour operator.
Avevo letto giudizi positivi su un paio ed in particolare una, Iterveda Tours, ha un agente in Italia, Sebin. Gli ho scritto per chiedere informazioni e dando già un'idea delle città che volevo visitare. Ha risposto nel giro di pochissimo, cosa sempre molto positiva, e così è stato anche per i successivi scambi di posta.
La somma totale per una settimana di tour è risultata essere intorno ai 1.000 ? a testa, pasti esclusi, e mi è sembrato abbastanza ragionevole.
Sebin è sempre molto disponibile a ripianificare e riadattare quanto già definito, quindi ci siamo decisi a prenotare con lui. Ha proposto gli hotel per ciascuna tappa ed alcuni li ho cambiati, a seguito di una ricerca su venere.com e booking.com.
Nel mese di ottobre, durante un weekend sul lago di Garda, abbiamo incontrato Sebin, così da lasciargli un acconto e capire chi fosse il nostro interlocutore. Ci siamo dati appuntamento per un caffè e ci siamo trovati di fronte un bel ragazzo dai lineamenti indiani e dall'accento veneto, stranissimo, molto a modo, gentile ed educato. L?abbiamo rincontrato a Milano all'inizio di dicembre per saldare il viaggio ed... eccoci ad oggi!
Dopo uno scalo di due ore ad Abu Dhabi, abbiamo proseguito per Nuova Delhi (6 ore +2 ore +3 ore).
Qui c'è toccata una coda infinita alla dogana, sebbene fossero le 3 di notte!
Ad attenderci un operatore dell'agenzia locale, che ci ha condotto all?appuntamento con l'autista, così da lanciarci subito nelle nostre quattro ore di auto in direzione Agra.
L'autista, che parla un buon inglese, ci ha svelato le tre regole di chi guida in India: 1) buon clacson, 2) buoni freni e 3) buona fortuna e, arrivando verso le 8 del mattino ad Agra, nell'ora del traffico, abbiamo capito il significato. Al di là che si guida come in Inghilterra, quindi dal lato opposto al nostro, sembrano tutti pazzi, zizzagando da una corsia all'altra, cercando di evitare pedoni, animali, motorini, carretti, il tutto suonando il clacson all'impazzata. È fastidioso e stressante, ma rende la città vivace e colorata.
Ci siamo fermati in hotel a lasciare i bagagli. L'aspetto esterno del Crystal Retreat è abbastanza deludente, per non dire brutto, come anche la reception che si trova al 4° piano, vecchiotta, ma le camere sono discrete, se si esclude che sono freddine e ci hanno dovuto dare le stufette in entrambe le camere.
A peggiorare l?umore, si è aggiunta la notizia che la guida che parla italiano sarà libera solo nel pomeriggio.
Nel frattempo è arrivato l'operatore dell'agenzia di Agra, che ci ha aiutato a cambiare i soldi, e anche la seconda camera è venuta pronta (migliore della prima). Per occupare la mattina, l?autista ci ha portato in un parco con vista panoramica sul Taj Mahal e poi a pranzo in un posto carino per turisti, Only, con cucina indiana e cinese. Buono.
Alle 14 abbiamo incontrato la guida e siamo andati al mitico Taj Mahal, una delle 7 meraviglie del mondo!!
Dal 1983 è diventato Patrimonio dell'Umanità ed è considerato il simbolo dell'Amore. È un mausoleo di marmo bianco di Makrana, che cambia tonalità a seconda del colore del sole riflesso sulla candida struttura, nelle varie ore del giorno. Comunica serenità e tranquillità ed è effettivamente affascinante. Il mausoleo è stato fatto costruire dall'imperatore Shah Jahan in onore di sua moglie morta dando alla luce il loro 14º figlio.
Usciti da questo complesso, la guida ci ha portato a vedere un negozio di oggetti di marmo, con una piccola dimostrazione di come vengono prodotti. L?obiettivo era ovviamente quello di invitarci ad acquistare, ma non abbiamo trovato nulla di interessante.
Abbiamo poi fatto un piccolo giro sul Tonga, ovvero un calessino trainato da un cavallo, che avrebbe dovuto condurci nel mercato locale, ma è stato abbastanza squallido e deludente. Abbiamo valutato se spostare la visita del Forte Rosso a domani mattina, dato che si sono fatte le 16.30, ma con il rischio di ritardare i programmi successivi, o proseguire il giro, avendo però l'arrivo del buio ad incalzarci.
Abbiamo puntato su questa seconda ipotesi ed è stato molto bello, perché il sole al tramonto batteva sulle pareti rosse del forte, illuminandole splendidamente.
Anche questo monumento fa parte dei Patrimoni dell'Umanità. La parte visitabile è solo il 25% dell'intera struttura.
Superata la zona in arenaria rossa, si passa alla parte di marmo bianco, con la Sala delle Udienze Pubbliche e l?Harem, la moschea dei gioielli. Bellissimo.
Per concludere la giornata la guida ci ha portato in un negozio vicino al nostro hotel che vende tessuti dove ho fatto...ottimi affari! La contrattazione non è stata semplice, ma siamo usciti soddisfatti del risultato.
Data la stanchezza, pensavamo di mangiare nel ristorante dell'albergo, ma ci hanno avvisato che la sala ristorante era troppo fredda e che avrebbero potuto portarci la cena in camera. Essendo in 4, non ci è sembrata una buona soluzione, così abbiamo richiamato l'autista e ci siamo fatti portare in un posto che conosce, con cucine indiana e cinese, simile a quello del pranzo, molto frequentato da turisti occidentali ed effettivamente buono.
Data la cortesia dell'autista, l'abbiamo invitato a cenare con noi.

Agra - Farenpur Sikri - Jaipur - 30/Dec/2011

Anche questa mattina abbiamo avuto modo di innervosirci in hotel; abbiamo ordinato la colazione in camera, ma diverse cose presenti nella lista delle scelte?non c?erano?.Comunque abbiamo dormito bene, letto comodo, con piumino morbido e caldo.
Appuntamento alle 9.00 con un?altra guida per andare a Fatehpur Sikri, la città fantasma, anch?essa tra i Patrimoni dell?Umanità dell?Unesco.
Si tratta di una città fortificata che per un breve periodo, 14 anni, fu capitale dell?impero moghul (1526-1707).
L?imperatore Akbar si recò nel villaggio Sikri per incontrare un Santo che gli predisse la nascita di un figlio maschio, tanto atteso. Quando ciò avvenne, Akbar decise di costruire la nuova capitale proprio lì, con palazzi privati, amministrativi, religiosi e commerciali.
Fece costruire anche tre palazzi, uno per ciascuna moglie: hindu, musulmana e cristiana.
Gli edifici sono tutti in arenaria rossa, come il forte visto ieri ad Agra. Regna la simmetria negli spazi e nelle costruzioni.
Mi ha molto ricordato il Palazzo Imperiale di Pechino.
Poco distante si trova Jama Masjid, una moschea, a cui siamo potuti accedere togliendoci le scarpe e lasciandole insieme ad altre centinaia in ingresso.
All?interno della struttura spicca la splendida tomba, in marmo bianco, del Santo che fece la felice predizione all?imperatore Akbar.
Per problemi di carenza d?acqua la città fu però abbandonata dopo pochi anni dalla costruzione e da qui la denominazione ?città fantasma?, ma proprio grazie a ciò, probabilmente, è arrivata praticamente intatta a noi. Veramente molto bello!
La guida di oggi è stata più brava della precedente, più generosa di informazioni e di dettagli, ma lo scarso italiano mi ha fatto rivalutare il mio livello e la mia conoscenza dell?inglese.
Abbiamo proseguito con il nostro autista per Jaipur, facendo sosta lungo la strada per il pranzo in un classico ristorante per turisti, dove abbiamo mangiato molto bene e proseguito con un po? di shopping nel negozio annesso.
Per la serata era prevista un?escursione a Chawki Dhani, una ricostruzione di un villaggio indiano con musica e balli tipici e, nonostante siamo arrivati in hotel alle 19, e sia la guida che l?autista abbiano cercato di fare, velatamente, ostruzionismo per andarci, siamo stati pronti alle 19.30 per ripartire.
Il posto è molto affollato, ma solo da indiani. Noi eravamo gli unici occidentali, ma non ci hanno squadrato, come è capitato in altri paesi, e questo è stato il bello, così da poter vedere come gli abitanti del posto amino divertirsi. All?interno ci sono 5 ristoranti, qualche bancarella di vestiti, ma soprattutto attrazioni. Si può salire sull?elefante, sul cammello, vedere ballare graziose fanciulle in abiti tradizionali, assaggiare una strana bevanda, giocare al tiro a segno/birilli/basket per qualche premio, tipo alle nostre fiere di paese.
Ci siamo restati solo un?oretta, ma è stato carino.
Siamo tornati in hotel ed abbiamo deciso di saltare la cena, avendo fatto pranzo tardi, limitandoci ad un tazza di the in camera con dei biscotti portati dall?Italia. L?hotel, Vesta International, è molto bello, sia l?ingresso che le camere. Unica assenza che un po? sorprende è quella del phon.

Jaipur - 31/Dec/2011

Una nuova guida, un ragazzo molto carino di 22 anni, ci ha raggiunti in hotel alle 8.30 per iniziare una nuova ed intensa giornata.
Abbiamo avuto una sosta fotografica ad Hava Mahal, una splendida facciata rosa e bianca nel cuore di una via trafficata e ricca di mercati. Viene anche definito il ?palazzo dei venti?, voluto dal maharaja nel 1799 per permettere alle donne di assistere indisturbate dalle finestrelle del palazzo alla vita quotidiana e alle parate reali.
Abbiamo proseguito per l?Amber Fort, 11 km fuori dalla città, per godere l?ultimo tratto di salita al forte a bordo di un enorme elefante!
Abbiamo atteso circa 1 ora in coda, ma poi, a coppie, siamo riusciti a salire sul tenero animalone.
Il nostro era abbastanza pigro e, sebbene siamo partiti prima dei miei genitori, ben presto ci hanno superato.
Lungo la strada, a parte tenermi stretta per non oscillare ad ogni passo d?elefante, ho potuto scattare numerose foto al forte dalla tonalità rosa con i numerosi elefanti che, poveretti, continuavano a salire carichi di turisti e a scendere vuoti.
Ovviamente siamo anche stati fotografati, così da poterci vendere le foto al termine del giro.
All?interno della struttura maestosa, si passa dalla Sala delle Udienze Pubbliche, agli appartamenti del maharaja, alla Sala della Vittoria o Sala degli Specchi, che decorano il soffitto e le pareti, e agli zenana, gli appartamenti delle donne. Bello!
Ovviamente uscendo siamo stati poi avvicinati dai fotografi che volevano venderci quanto scattato in precedenza. Il primo incontrato aveva 5 nostre foto e ci ha chiesto 1500 rupie (circa 20 ?), ovviamente troppe, quindi ci siamo allontanati e da lì è iniziata la contrattazione. Alla fine le abbiamo pagate, stupidamente, con il senno di poi, 400 rupie, quasi 6 euro. Procedendo è arrivato il secondo, che di foto nostre ne aveva una decina. Il nostro interesse però era nullo, avendone già altre in mano, quindi, se non voleva buttarle nel cestino, doveva accontentarsi di 100 rupie (1,5 ?), cosa che alla fine ha fatto. Quindi con 7 euro abbiamo avuto circa una quindicina di foto.
Tornando verso la città ci siamo fermati per una sosta fotografica al Palazzo d?Acqua, ovvero un palazzo situato al centro di un lago, di 5 piani e ne sono visibili solo 1 e ½ in questo periodo dell?anno, quando il livello dell?acqua è alto. Era un punto di appoggio per il maharaja durante la caccia alle anatre.
Dato che la visita successiva avrebbe richiesto 2-3 ore, ci siamo fermati a pranzo, per poi arrivare riposati e rifocillati all?Osservatorio Jantar Mantar, dove ci sono interessanti strumenti di misura del tempo attraverso il riflesso dell?ombra del sole sulle meridiane.
Successivamente siamo stati al City Palace, al cui interno ci sono diversi edifici, tra cui un museo, con i costumi reali, e la Sala delle Udienze Private, con una elegante galleria con pavimento in marmo.
Si intravede, ma non è accessibile, la residenza a sette piani (Chandra Mahal) del maharaja, ?grande re?.
Sei mesi fa è morto l?ultimo maharaja, il quale aveva solo una figlia, ma questa, a sua volta, ha un figlio di 16 anni, che è diventato il nuovo maharaja. Data la giovane età sono comunque i genitori che governano in sua vece.
Sopra il palazzo sventolava la bandiera, ad indicare che il maharaja era all?interno.
Abbiamo concluso con un giro per la via dei bazar, fino al Palazzo dei Venti, così da scattare un po? di foto ai mille colori e volti che si incontrano.
Alla giovane guida abbiamo dato appuntamento su facebook e mi ha lasciato l?indirizzo mail per mandargli una foto scattata insieme.
All?inizio ci ha raccontato, con un po? di imbarazzo, che sono solo 3 mesi che studia l?italiano, scusandosi per il livello di conoscenza o gli eventuali errori, quando invece lo parla meglio delle guide avute nei giorni scorsi. Si capisce che lui ha molta voglia di imparare e migliorare!
La sera del 31 dicembre l?abbiamo trascorsa in hotel, dove avevano organizzato una cena a buffet ed un po? di intrattenimento. Hanno allestito un palco dove due presentatori, abbastanza inquietanti, si alternavano, parlando uno in inglese e l?altro in indiano. Cercavano di fare i simpatici, ma credo con poco successo; invitavano persone sul palco per dei giochi a premi, ma senza senso. Ad uno abbiamo partecipato anche io e Marco. Eravamo 4 coppie. Alle prime 2 hanno fatto una domanda per capire l?affinità di coppia, dandogli il premio, poi, come se si fossero stancati, hanno mandato a posto chi restava?.
La parte più interessante della serata è stata quando sul palco salivano delle ballerine e danzavano sui ritmi indiani con abiti tipici.
Il buffet è venuto pronto dopo le 22, ma nel frattempo hanno portato ai tavoli dei piatti di pollo tandoori, ovvero cucinato al forno e molto speziato, quando veniva pronto.
Alla fine hanno trasformato il palco in discoteca ed hanno inviato tutti a ballare e nel frattempo è passata la mezza notte, quasi senza accorgersene, senza un count down?tristissimo!
Dopo poco noi ci siamo avviati verso le camere, avendo domani mattina la sveglia presto per partire verso una nuova meta.

Jaipur - Jodhpur - 01/Jan/2012

Le prime 6 ore della giornata le abbiamo passate in viaggio, per spostarci da Jaipur a Jodhpur, con sosta, per far sgranchire le gambe, in un ?bar? lungo la strada, dove Marco ha avuto il coraggio di assaggiare un bicchiere di tè, lavato precedentemente in un secchio d?acqua, ed un?altra sosta per il pranzo in un ?ristorante? molto spartano, scegliendo però le pietanze a buffet.
Arrivati a Jodhpur, abbiamo lasciato all?hotel (Ajit Bhawan), in stile tipico indiano o heritage, molto bello, i bagagli. Ci siamo trovati con la nuova guida e siamo subito usciti per la visita della città.
Siamo stati a Jaswant Thada, un bel monumento commemorativo di marmo bianco, dedicato al maharaja dalla sua terza moglie, che non si è potuta sacrificare, come le altre due, facendosi bruciare con il marito morto, perché incinta.
Poco distante si trova il Forte Mehrangarh, tutt?ora gestito dai discendenti del maharaja. Da qui si gode un bel panorama sulla ?città blu?, come viene chiamata Jodhpur.
Vi è la zona dove viveva il maharaja, in cui oggi è stato allestito un museo, con le sue stanze più private e riccamente decorate, ed un?altra parte destinata invece alle donne.
Come abbiamo visto anche da altre parti, le finestre sono finemente intagliate.
Dietro pagamento di una mancia, le guardie con turbante ci hanno fatto assistere all?avvolgimento del tessuto che forma il turbante stesso. Hanno spiegato che può arrivare ad una lunghezza di 9 mt e lentamente lo si avvolge attorno alla testa. L?ha fatto poi indossare a mio papà e a Marco, così da scattargli qualche foto.
Hanno poi dato alla guida un pezzettino nero di oppio, che ci ha fatto assaggiare?.amarooo! ma con così poco?.non ci è stato alcun effetto.
Prima di uscire, quando ormai stavano chiudendo tutto dopo il nostro passaggio, la guida ha fatto riaccendere le luci nel negozio di dipinti ed io, dopo un po? di trattativa, mi sono assicurata una bella miniatura con elefante, bellissima!!
Molto particolare ed affascinante è la facciata esterna del palazzo e vista al tramonto, con il sole riflesso sulla roccia, che ne cambia dolcemente le tonalità, è stato davvero suggestivo, con l?aggiunta finale della luna a fare capolino.
Ci siamo poi spostati nella città vecchia, per camminare tra le viette piene di negozi, dove siamo stati abilmente condotti dalla guida in un bazar che esporta i suoi prodotti anche in europa, lavorando anche per marchi famosi, tipo Hermes, Etro, Loro Piana. Ci sono stati prima mostrati diversi tessuti, sia per la produzione locale che per l?esportazione, poi si è parlato dei prezzi. Quindi si è passati alle sciarpe prodotte per Loro Piana e Marco si è fatto conquistare, compiendo l?acquisto!
Ultima sosta fotografica alla Torre dell?Orologio e poi siamo tornati in hotel, esausti, ma felici, che ormai erano le 20.
Per arrivare alle camere, si passa dal giardino e la sera è tutto illuminato da lanterne e lucine sugli alberi e siepi.
Il ristorante, molto carino, è all?aperto, quindi ci siamo dovuti coprire bene, perché la sera la temperatura si abbassa notevolmente. È stato allestito un buffet, così da poter scegliere i piatti con maggiore consapevolezza, sebbene più costoso del menù alla carta. Abbiamo anche assaggiato qualche dolce tipico, molto dolce, ma buono e sfizioso.
L?albergo è davvero bello, peccato sfruttarlo così poche ore!

Jodhpur - Udaipur - 02/Jan/2012

Partenza poco dopo le 8 per Udaipur, con sosta autonoma, ovvero senza guida, a Ranakpur, per ammirare il tempio gianista di Chaumukha del 1439. Ci sono 29 sale e, la particolarità, 1444 colonne con decorazioni tutte diverse tra loro. Non ci sono quindi ampi spazi o terrazze, come spesso avviene, ma è tutto fitto di queste bellissime ed uniche colonne. È stata davvero una sosta interessante.
Siamo arrivati ad Udaipur alle 15 ed abbiamo subito incontrato la guida, così da iniziare il tour del City Palace.
L?interno ha solo alcuni elementi per me interessanti, come il cortile dei pavoni, con mosaici in vetro verde, blu e oro e la Sala degli Specchi.
Credo che la struttura abbia più fascino dall?esterno, magari dal lago Pichola, su cui faremo un giro in barca domani in tarda mattinata.
A seguire, la guida ci avrebbe voluto portare in qualche negozio, ma mio papà l?ha subito bloccato, dicendogli che non eravamo interessati.
Gli ho elencato le cose ancora da vedere, da programma, così da fargli capire le nostre precedenze.
Ci siamo fatti quindi portare al giardino Sahelion Ki Bari, fatto costruire dal sovrano nel XVIII sec, per lo svago delle fanciulle di corte.
Per finire abbiamo fatto sosta al tempio indu Jagdish Mandir, non lontano dal nostro albergo, del 1652, nel cuore della città vecchia.
Si salgono una trentina di ripidi scalini, si lasciano le scarpe in ingresso e si giunge dove viene custodita l?immagine sacra in pietra nera di Jagannath.
Sebbene gran parte della giornata l?abbiamo trascorsa seduti in macchina, ed anche un po? dormendo, eravamo stanchi morti, quindi abbiamo preferito rientrare in hotel, avendo comunque ancora domani mattina a disposizione.
All?arrivo in albergo, Udai Kothi, anche oggi in stile indiano, ci hanno messo al collo una collana di fiori ed offerto una bevanda da bere. E? carino, anche se non al pari a quelli degli ultimi due giorni.
La cena viene servita all?ultimo piano ed è molto bello, con piscina, cupole decorate e vista panoramica sul City Palace illuminato.
Abbiamo anche mangiato molto bene, spendendo poco!

Udaipur - New Delhi - 03/Jan/2012

Sveglia con calma questa mattina, avendo appuntamento alle 12.00 con l?agente locale. Colazione ricca ed abbondante, check out e ci siamo tuffati per le strade della città vecchia.
Che meraviglia! Si ha in questo modo un?idea, seppur parziale, di come vivono davvero in India.
Si vedono le persone attive ed operative nelle loro attività quotidiane, dal lavare i panni al fiume, ai negozi, al traffico, alle mucche per strada.
Un insieme di colori e rumori, clacson che suonano a manetta, moto e tuc tuc che sfrecciano tra i pedoni?bellissimo!
Dopo un po? di curiosare, ci siamo decisi ad entrare in un negozio e comprare un po? di pantaloni tipici super colorati e dedicarci alla contrattazione. Solo perché eravamo di fretta, siamo arrivati al 50% del prezzo iniziale, altrimenti?avremmo potuto fare di meglio!
Abbiamo recuperato i bagagli e siamo andati, con un ?loquacissimo? agente locale, al lago Pichola, per il giro in battello.
La partenza è dal City Palace, sotto al quale si passa successivamente così da avere una prospettiva dal basso della struttura e nel suo insieme.
Si circumnaviga l?isola di Jagniwas, dove si trova l?ex palazzo reale estivo, oggi lussuoso hotel e si approda all?isola di Jagmandir.
Qui c?è un palazzo fatto costruire dal maharaja e sembra che l?imperatore moghul Shah Jahan si sia ispirato a questo edificio per la costruzione del Taj Mahal.
Il nostro volo per Delhi era programmato per le 17, ma l?agente ci ha comunicato il ritardo di 1 ora e ½ , quindi, invece di partire subito per l?aeroporto, siamo andati a pranzo ed abbiamo occupato il tempo successivo rimanente facendoci portare a 2 km dalla città, ad Ahar, dove ci sono 250 cenotafi dei maharaja, tanti piccoli tempietti commemorativi, uno accanto all?altro, che formano quasi una città.
Abbiamo trovato una persona che ci ha raccontato che anni fa, proprio in questo posto, è stato girato il film di Boldi e De Sica ?Natale in India? e lui aveva partecipato come comparsa!
Una volta in aeroporto, abbiamo saputo che il ritardo era aumentato ulteriormente.
Il nostro bravo autista ci ha lasciato per intraprendere 650 km da Udaipur a Delhi e lo ritroveremo domani mattina!
Una volta atterrati a Delhi abbiamo trovato ad attenderci un altro autista, avente il solo compito di condurci in hotel.
In camera abbiamo dovuto chiamare l?agente locale per capire a che ora fosse il ritrovo di domani mattina, non avendo informazioni in merito.
L?hotel, Gautam Deluxe, non è niente di che, ma decente, meglio di quello di Agra.

New Delhi - 04/Jan/2012

Giornata a Delhi veramente ricca ed intensa!!
Il nostro autista, con poche ore di sonno alle spalle, era, alle 10, puntuale in attesa sotto l?hotel, mentre abbiamo dovuto aspettare la guida circa mezz?ora, perché non riusciva a trovarci. È un ragazzo giovane, di 28 anni, con una discreta conoscenza dell?italiano e voglia di migliorare.
Siamo andati prima alla Jama Mosque, la più grande moschea indiana, del 1650. E? tutta in arenaria rossa con un cortile attorno che può ospitare fino a 20.000 fedeli.
Al termine siamo stati travolti da sorprendenti emozioni con un giro di una ventina di minuti sul risciò per le vie di mercati circostanti la moschea. Bellissimo!!
Siamo passati dalla via in cui si vendono gioielli, a quella dei tessuti, a quella della carta, per finire a quella dei libri. Vie strette, dove si sfiorano risciò, motorini sfrecciano suonando il clacson, sicurezza zero, con un intreccio di cavi della corrente sopra le teste?.ma molto affascinante per la diversità di colori ed anche per il differente modo di gestire i commerci.
Quindi sosta fotografica al Forte Rosso che, essendo uguale, nell?interno, a quello di Agra, abbiamo saltato di visitare, così da avere tempo per altre soste, dovendo concentrare in una sola giornata più tappe possibili.
A seguire siamo stati al Raj Ghat, dove c?è il monumento ricordo del luogo in cui fu cremato Gandhi.
Siamo passati dalla zona dei palazzi governativi per una foto al Rashtrapati Bhavan, la residenza del Presidente dell?India e poi all?Indian Gate, copia dell?arco di trionfo di Parigi.
Ultima sosta prima del pranzo all?Humayun?s Tomb, mausoleo entrato a far parte dei Patrimoni dell?Umanità dell?Unesco nel 1993. La struttura ricorda quella del Taj Mahal, ma è quasi interamente costruita in arenaria rossa, con decorazioni in marmo bianco.
Unico tocco interamente di marmo bianco è la candida cupola.
Il mausoleo è stato ordinato dalla moglie di Humayun, in memoria del marito morto. Anche lei è qui sepolta, insieme con la seconda moglie.
Pranzo in un ristorante per turisti, molto buono, ma che ci ha fatto perdere troppo tempo prezioso. Abbiamo proseguito per il Qutb Minar, un bellissimo complesso risalente al 1199. E? entrato a far parte dei Patrimoni dell?Unesco nel 1994. Il minareto è alto 72,5 m.
All?interno del complesso c?è anche la Quwwat ul Islam Masjid, la più antica moschea indiana, circondata da un cortile di colonne.
Per concludere siamo stati al Lotus Temple, un tempio a forma di fiore di loto. Ha 27 petali di marmo bianco, molto particolare. Qui le persone di qualunque religione possono entrare a pregare.
Come tipica mission di ogni viaggio, avevamo da andare all?Hard Rock Cafè per acquistare la tradizionale maglia. Delhi però è molto grande, con i suoi 16 milioni di abitanti, e molto trafficata. L?autista, che poveretto questa notte ha dormito solo 2 ore, ci ha dato come scelta di vedere o il Tempio di Loto o andare all?Hard Rock Cafè. Ovviamente abbiamo scelto il primo, ma abbiamo iniziato ad organizzarci con la guida per andare in taxi al secondo. L?autista, a quel punto, non ha voluto che prendessimo da soli il taxi e ci ha portato lui, trattandosi di una sosta molto breve. L?Hard Rock Cafè si trova in una zona molto commerciale, piena di negozi, quindi la tentazione sarebbe stata di fermarci più a lungo, ma avevamo l?autista in attesa, così ci siamo limitati all?acquisto delle magliette.
Intorno alle 20 siamo arrivati in hotel per un po? di relax e chiusura delle valige. Alle 00.30 abbiamo ricaricato i bagagli in macchina per l?ultima volta, destinazione aeroporto, Abu Dhabi, casa!