Lago Myvatn - Laguna Blu - 11/Jul/2006 «»


Giornata molto intensa, tanto è che sono le 21.20 e siamo entrambi stanchi morti.
Al nostro risveglio, questa mattina, abbiamo trovato il cielo sereno.
La colazione, anche in questa Farm, non era speciale: un po? di salumi, pane, burro e marmellata, corn flakes.
Prima tappa al lago Myvatn, dove mi aspettavo i famigerati moscerini, ma in realtà non erano così insopportabili. In un paio di soste per le foto, sono scesa dalla macchina indossando la retina che ci eravamo portati, comprata appositamente, ma si poteva resistere anche senza. Non so però come sia in altri periodi, dato quello che avevo letto in alcuni diari di viaggio scaricati da internet.
All?interno del lago vi sono diverse formazioni rocciose che lo rendono molto caratteristico.
Sosta successiva al Dimmuborgir, zona di pilastri e spuntoni dalla forma singolare, creati dalla lava. La più interessante è la grotta lavica nota come Kirkjan, chiesa, ma per vederla bisogna percorrere un sentiero (tra andata e ritorno) di 1 ora.
Quindi siamo andati alla famosa Laguna Blu di Reykjahid, dove ci siamo fatti un bagno di mezz?ora nell?acqua a 40°, meravigliosa!
Dall?Italia eravamo partiti attrezzati, con costume ed accappatoio; si pagano 1.100 Ikr (11 ?), si va a cambiarsi e docciarsi, quindi si esce all?aperto per entrare nell?azzurra piscina. Il paesaggio circostante è incantevole e naturale. L?acqua in alcuni punti è sin troppo calda, ma basta uscire col busto per sentire il fresco esterno e riequilibrare la temperatura. Le docce hanno anche il sapone, quindi al termine del bagno ci si può lavare senza problemi.
Nel frattempo il cielo si è annuvolato, coprendo il tiepido sole.
Successivamente ci siamo fermati a Hverarond, un campo geotermico tempestato di pozze di fango, fumarole e soffioni, che creano un paesaggio particolare e simpatico.
Poi abbiamo imboccato la strada 863 per il monte Krafla, il campo lavico più maestoso ed impressionante d?Islanda. Fa davvero rabbrividire vedere la quantità di leva distesa attorno a questo monte. In alcuni punti si vede proprio una lingua nera, incredibile, ne vale sicuramente la pena.
Abbiamo rinunciato a vedere il Viti, un imponente cratere, perché c?erano ancora in programma la cascata Dettifoss ed il canyon di Asbyrgi.
Dettifoss la più grande cascata d?Europa, raggiungibile in 20 km dalla Ring 1. E? davvero imponente la quantità d?acqua che vi scorre, anche se alta soltanto 44 mt.
Con altri 20 min. a piedi avremmo raggiunto Selfoss, un?altra cascata carina, ma anche qui abbiamo rinunciato per andare al canyon.
Da Dettifoss ci sono da percorrere ancora 25, interminabili, chilometri di strada sterrata. Il canyon di Asbyrginon è male, ma per noi che siamo arrivati di corsa, rinunciando ad altro, non è parso tanto speciale. Al termine del canyon sono possibili alcune escursioni, tra cui quella a un piccolo lago. Noi abbiamo imboccato quest?ultimo sentiero, immerso nel verde, e in meno di mezz?ora si è nuovamente alla macchina.
Un po? sconsolati siamo tornati indietro, sapendo di dover ripercorrere più di 50 km di strada sterrata e poi altri 80 sulla ring 1 prima di giungere alla fattoria.
Qui ha iniziato a piovere ed ha continuato, ad intermittenza, sino ad Eglilsstadir. In questo tratto la Ring 1 è deserta, senza case e quasi non abbiamo incontrato macchine.
Le fattorie in cui stiamo dormendo, in realtà, hanno ben poco di fattorie e sembrano i B&B Irlandesi, anche se meno carini.
A cena siamo andati in un pub, non lontano dalla fattoria, vicino alla pompa di benzina, dove abbiamo pasticciato con Hamburger e patatine per Marco, mentre io ho preso bacon con 2 uova al burro e toast. Poco sano, ma non male.
Data la colazione abbondante, generalmente, si riesce comunque a saltare il pranzo, limitandosi magari a qualche snacks: noi per esempio avevamo comprato al supermercato Bonus dei crackers islandesi, abbastanza dietetici, perché sottili, dei muffin e delle meline.
Domani ci attende una giornata abbastanza tranquilla: i fiordi.

« »