Roma - 19/Mar/2023 «»


Giornata di maratona per la città di Roma. Quando ho aperto le tende della camera ho visto nel cielo, nuvoloso, i residui del tricolore, quindi dovevano essere appena passate le Frecce. Già ieri pomeriggio stavano allestendo gli itinerari podistici con le transenne. Nel percorrere le tappe della giornata abbiamo incrociato, lungo il nostro percorso, la maratona in diverse occasioni, dovendo oltrepassare, nei momenti più opportuni, per non dare fastidio ai corridori, i nastri o gli spazi tra le transenne.
Abbiamo iniziato dal bellissimo Teatro Marcello, il più antico teatro in pietra sopravvissuto, che si dice essere stato da modello per la costruzione del Colosseo, poi dalla “macchina da scrivere” o Altare della Patria, Piazza Venezia ed abbiamo cercato di percorre via del Corso fino a Piazza del Popolo, antica sede di giochi, fiere e spettacoli, dove i maratoneti hanno girato attorno all’obelisco Flaminio e proseguito lungo via del Babbuino.
Siamo entrati nei giardini di Villa Borghese, così da vedere dall’alto la piazza, arrivando fino all’orologio ad acqua, e siamo scesi da Trinità dei Monti, nome probabilmente legato al colle del Pincio su cui si trova, a Piazza di Spagna.
Abbiamo proseguito con una tappa fondamentale, l’Hard Rock Cafè, dove ci siamo bevuti una birra, poi piazza Barberini e Santa Maria degli Angeli, purtroppo chiusa.
Essendo nuovamente vicini al Teatro dell’Opera e quindi al ristorante che mi piace tanto, La Matriciana, ne abbiamo approfittato per fare pranzo, ordinando il carciofo alla giudea, spettacolare, ed i carciofi fritti e poi ci siamo smezzati una favolosa cacio e pepe, veramente uau!! Avendo mangiato abbondante ieri sera non avevamo molto appetito, ma questo ristorante comunque non delude mai!
Abbiamo proseguito passando dalla chiesa di Santa Maria Maggiore, purtroppo anch’essa chiusa. Siamo invece riusciti ad entrare, sul colle Esquilino, in S. Pietro in Vincoli, il cui nome fa riferimento alle catene, qui conservate, utilizzate per legare S. Pietro durante la sua prigionia a Gerusalemme, e con affreschi molto belli.
Siamo quindi andati oltre al Colosseo per arrivare alla chiesa di S. Clemente, con un bel mosaico scintillante nell’abside, il Trionfo della Croce.
Ci siamo riposati un’ora in hotel prima di uscire nuovamente all’imbrunire, per vedere la città con le luci della sera. Per cena avevo due zone alternative, Trastevere o il quartiere ebraico. Essendo periodo di carciofi, ho preferito il secondo, volendo ancora mangiare i carciofi alla giudea e quale miglior posto che casa loro? A pranzo ho guardato su tripadvisor e prenotato da Nonna Betta. Uscendo dall’hotel siamo passati da piazza Bocca della Verità, con l’Arco di Giano e siamo andati a Trastevere, così da girarla un po', pur non fermandoci a sperimentare uno dei tantissimi e affollatissimi ristoranti. Abbiamo fatto una sosta a S. Maria in Trastevere, con gli splendidi mosaici, dove al centro troviamo Cristo che incorona la Vergine e nella parte appena sottostante 12 pecorelle bianche su sfondo blu.
Da Nonna Betta ho ovviamente assaggiato il carciofo alla giudea, molto buono, forse un pochino più secco di quello del pranzo.
Per concludere al meglio la serata, abbiamo percorso i monumenti cult meravigliosamente illuminati, dal Vittoriano, la colonna traiana e i mercati traianei, il Colosseo, l’Arco di Tito ed i fori imperiali, anche dall’alto, spettacolari, arrivando al Campidoglio.

« »